I DIECI COMANDAMENTI  Giosuè 1:7 e poi gli #idoli lori coi dolori; règle, réglo, rectiligne, idole, divinité, hache,…

#I_DIECI_COMANDAMENTI

 #I10COMNDAMENTI vs la POI LITIGA CA #LAPOLITICA

 Giosuè 1: 7 Solo sii molto forte e coraggioso;  abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè,
 il mio servo ti ha dato;

 non deviare né a destra né a sinistra, affinché tu possa prosperare ovunque tu vada.

règle, réglo, rectiligne, idole, divinité, hache, hacher, veau d’or, veau, viande, éclectique, rigolo (fr.) =  

 righello, righello, rettilineo

《 Manage in uno STATO di pazzia militare Se mollano sono finiti e il POPOLO TUTTO FESTEGGERÀ! COSÌ berlusconi ha assunto e chi ha assunto BERLUSCONI AMICO DI CRAXI? – ITALIA ALATA 

https://italiaalata.wordpress.com/2020/03/20/manage-in-uno-stato-di-pazzia-militare-se-mollano-sono-finiti-e-il-popolo-tutto-festeggera-cosi-berlusconi-ha-assunto-e-chi-ha-assunto-berlusconi-amico-di-craxi/ 》 

 regola

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/r%C3%A8gle)

 etimologia
 Du latin regula.
 nom

 \ ʁɛɡl \ regola femminile

 1. Uno strumento di legno, metallo o qualsiasi altro materiale, utilizzato per guidare la mano quando si disegnano linee rette.
 – Scriviamo su una copia dove ognuno ha scritto in alto e lasciato il suo nome e cognome, in alto ea destra la data, e al centro la parola “Dettato” che era necessario, come il nome e  la data, sottolineata facendo scorrere abilmente la penna lungo un righello senza sbavature.  La linea deve essere perfettamente diritta e nitida.  (Nathalie Sarraute, Childhood, Gallimard, 1983, Folio collection, pagine 166-167)
 – Regola di legno, rame, acciaio.
 – Disegna una linea con il righello, al righello.
 – In passato, gli scolari colpevoli venivano puniti somministrando colpi alle dita o alle natiche.

 2. (Muratura) Uno strumento perfettamente rettilineo che viene utilizzato dal muratore per disegnare una superficie perfettamente piana.
 – L’impasto viene steso a riga o spatola sul primer consigliato, quindi compattato e levigato manualmente con spatola o elicottero.  (Loïc Champoiseau et al., Rivestimenti per pavimenti industriali, Ed. Techniques Ingénieur, (s.d.), No. C3 684, pagina 13)

 3. Principio (figurativo);  massimo;  legge;  insegnamento, e in generale tutto ciò che viene utilizzato per guidare, per dirigere la mente e il cuore.
 – Offre sacrifici, agli altri dei secondo il rito albanese, a Ercole secondo il rito greco, seguendo in questo la regola stabilita da Evandre.  (Tite-Live, Histoire romaine, ed. “Les belles Lettres, 1940, texte établi par J. Bayet et traduit par G. Baillet, tome 1, livre 1, § VII, page 13)
 – Il vero, indipendente dai miei capricci, deve essere la regola dei miei giudizi;  e non commetterò contro di essa un crimine di ciò che in esso ammirerò come virtù.  (Denis Diderot, Pensieri filosofici, testo di J. Assézat, Garnier, 1875-77)
 – Segui la regola.  – Rispetta la regola.
 – Liberati, devia dalla regola.

 4. (scienza) (arti) (politica) (giochi) Precetti usati per insegnare loro i principi e i metodi che rendono la loro conoscenza più facile e la pratica più sicura;  del modo di praticarli che è considerato l’unico esatto, consentito.
 – Le regole dello sprint in atletica leggera stabiliscono dal 2002 che se un atleta lascia i blocchi di partenza in meno di 100 ms (0,1 s) dopo il tiro, sarà penalizzato per falsa partenza.  (Alexandre Dellal, From Training to Football Performance, De Boeck, 2008, pagina 374)
 – Stava prosciugando i compiti di grammatica.  Ha detto che non ricordava più la regola del participio.  Passato.  I presenti non sono d’accordo.  (Annie Saumont, Koman sa sécri émé, Parigi: Julliard, 2005, Robert Laffont / bouquins / segher, 2011)
 – Un conservatorismo che i suoi detrattori attribuiscono in parte alla sovrarappresentazione della Gran Bretagna, inventore del calcio e considerato per questo contrapposto a un cambiamento troppo grande delle regole.  (“International Board”, articolo di Donqui Foot di Hubert Artus, Éditions Don Quixote, 2011)
 – Così becco bianco che ami il basket
 Bene, stiamo andando a modo mio;
 Sto solo cambiando un po ‘le regole:
 Noi siamo i giocatori, tu sei la palla.  (R.wan, “Drop the Case”, sull’album Radio Cortex, 2006)

 5. (Matematica) Un’operazione che viene eseguita su numeri dati, per trovare somme o numeri sconosciuti.
 – La regola del tre o della proporzione.

 6. (religione) Statuti che i religiosi di un ordine sono tenuti ad osservare.
 – Le regole e gli statuti dell’ordine dello Spirito Santo.

 7. (fisiologia) solo al plurale Mestruazioni, mestruazioni.

 traduzioni (1. Strumento per misurare o tracciare linee rette.)
 – Tedesco: lineare
 – Inglese: ruler, rule (de carpentier)
 – Spagnolo: regola
 – Italiano: righello
 – Portoghese: regua
 – russe: линейка

 traduzioni (3. Principio, massima, legge.)
 – Tedesco: Regel
 – Inglese: regola
 – Spagnolo: regola
 – Italiano: regola
 – Portoghese: preceito, regola
 – russe: правило

 traduzioni (6. Legge umana, ordinanza, costume, uso.)
 – Portoghese: regola

 traduzioni (Mestruazioni.)
 – Portoghese: regole

 forma flessa

 regola \ ʁɛɡl \

 1. prima persona singolare dell’indicativo presente di stabilirsi
 2. terza persona singolare dell’indicativo presente di stabilirsi
 – Perché il fioraio dovrebbe astenersi dal pensare all’ambiente che regola la presenza di un’infiltrazione atlantica qui e la sopravvivenza di una località mediterranea lì?  (Henri Gaussen, Plant Geography, Armand Colin, 1933, pagina 150)

 3. prima persona singolare del congiuntivo presente di accontentare
 4. terza persona singolare del congiuntivo presente di sistemare
 5. seconda persona singolare dell’imperativo di accontentare.
 Etimologia delle regole
 Costellazione creata da Nicolas-Louis de Lacaille nel 1752 per riempire le ultime parti del cielo meridionale senza un nome.  Chiamato per la prima volta La Piazza e la Regola, Lacaille latinizzò il nome Norma (“regola”) nel 1763.
 nome proprio

 Regola \ ʁɛɡl \ femminile singolare

 1. (astronomia) Costellazione del cielo meridionale, delimitata da Scorpione, Lupo, Bussola, Triangolo meridionale e Altare.
 – Voici donc ces nouvelles constellations suiv l’ordre des ascensions droites, e racconta il M. de la Caille il relatore dei Mémoires de 1752 […] XI.  L’Équerre e la Règle, per indicare Architettura, e allo stesso tempo M. de la Caille vi si unirono sotto forma di Livello del triangolo meridionale che già esisteva.  (Joseph Jérôme Le François de Lalande, Astronomie: Volume 1, livre III: Des constellations méridionales, 1764)

 traduzioni
 – Tedesco: Winkelmaß
 – Inglese: Norma
 – italiano: Regolo
 – russe: Наугольник

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 regola

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/r%C3%A9glo)

 etimologia
 Di regola, con il suffisso -o.
 aggettivo

 identico \ maschile e femminile \ famile.ɡlo \ rules

 1. Conforme alle normative, normative.
 2. (Per estensione) Corretto, onesto, leale.
 “Lo vedi?”  Disse Claude in silenzio.  Senza muovere la testa, l’uomo lanciò un’occhiata di lato.  “È per te finché sei sistemato nel primo.”  Non ti trattieni, non spingi.  Regola e basta.  Che cosa succede?  (Roald Dahl, Le Chien de Claude, nuovo numero della raccolta Bizarre! Bizarre!, 1948; tradotto dall’inglese da Hilda Barbéris, 1962, p. 92)
 – Per essere risolto fino in fondo, mette ancora Olivier nella figlia in attesa del medico deportato francese che è in servizio oggi.  (Jorge Semprún, The Death It Takes, 2001, pagina 169)
 – Accontentati con gli altri!  È necessario ottenere il consenso della persona per utilizzare le informazioni che la identificano.  (Raccomandazione CNIL, “Buone pratiche e libertà IT”)
 – Non è una regola, quello che hai fatto.

 sinonimi
 – corretta

 traduzioni
 – Inglese: discreto

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 rettilineo

 (Http://en.wiktionary.org/wiki/rectiligne)

 etimologia
 Dal latino rectus e line.
 aggettivo

 rettilineo \ ʁɛk.ti.liɲ \ maschio e femmina identici

 1. Chi è in linea retta.
 – La prima operazione è stata quella di tracciare sul campo, nella sua parte più piatta e unita, una direzione rettilinea.  (Jules Verne, Le avventure di tre russi e tre inglesi, 1872)
 – La guerra civile è diventata molto difficile dopo la scoperta di nuove armi da fuoco e dopo lo sfondamento di strade rettilinee nelle metropoli.  (Georges Sorel, Reflections on Violence, Capitolo II, Bourgeois Decadence and Violence, 1908)
 – È composto da otto settori rettilinei, dove le particelle sono accelerate da un campo elettrico, intervallate da otto sezioni curvilinee dove le traiettorie sono curvate da un intenso campo magnetico.  (Olivier Rey, A Thinking Monster, in Philosophy Magazine, novembre 2008)

 – (Per estensione) Che è composto da linee rette.
 – Le Havre, come tutti sanno, è una città di creazione molto più recente di Rouen, una città chiara, aperta, ariosa, una città rettilinea.  (Ludovic Naudeau, La France se considere: le Problème de la natalité, Librairie Hachette, Paris, 1931)

 – (Geometria) Detto di figure formate da linee rette.

 contrari
 – curvilineo

 traduzioni
 – Tedesco: geradlinig
 – Inglese: rettilineo
 – italien: rettilineo

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 idolo, divinità, ascia, braciola, vitello d’oro, vitello, carne, eclettico, rigolo (fr.) =

 idolo

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/idole)

 etimologia
 (1538) Du latin idolum.  In idōlum (o long), l’enfasi è su do, e la forma regolare è, in francese, idol;  tuttavia, in testi molto antichi, si trova inattivo.  (1080) ydele.  C’era, in latino, almeno all’epoca della formazione delle lingue romanze, una pronuncia con enfasi sulla i secondo l’accentuazione greca;  confronta con l’inchiostro, che offre un caso simile.
 nom

 idolo \ i.dɔl \ femminile

 1. (religione) Figura, statua che rappresenta una divinità che è oggetto di culto religioso.
 – Un idolo di pietra, di legno.
 – I sacerdoti degli idoli.

 2. (Per metonimia) Divinità rappresentata dalla sua statua.
 – Adorate un idolo.

 3. (Figurativo) Una persona adorata, ricca, potente, ecc., Alla quale vengono elogiati onori e lodi.
 – Ci sono sempre stati idoli e idolatri nei tribunali.  (Jean-Louis Guez de Balzac, Le Prince, 5 – cité pat Littré)
 – Che ti ho reso un idolo nel mio cuore.  (Marchesa de Sévigné, 48 – cité pat Littré)
 – – Non è niente.  Ho i miei limiti.  La prospettiva di cambiare la scivolata del mio idolo non mi incanta, ma non ho scelta, quindi va bene.  (C. J. Skuse, “Some Urine for Dessert”, in Rock Addict, tradotto dall’inglese (Stati Uniti) da Alice Marchand, Gallimard Youth, 2012)

 4. Qual è l’oggetto dell’affetto, della passione di qualcuno.
 – Gli uomini, sempre invano, sono stati a lungo il loro idolo di gloria.  (Jean-Baptiste Massillon, Little Lent, Glory)
 – Questo onore è sempre stato l’idolo degli uomini.  (Blaise Pascal, provenzale, 14 anni)

 5. Detto di una persona che sta per non fare nulla, passiva come una statua.
 – È lì come un idolo.
 – Prima sapevamo solo di un idolo
 Togli una parola dalla sua bocca.  (Jean de Mairet, Soliman, III, 8)
 – Poppée sta bene [nel suo seno] il grazioso idolo che ha dovuto allevare e poi rompere un capriccio di Nerone.  (Ampère, L’Histoire romaine à Rome, Introduzione, p. LV)

 6. (zool) Ampullaire, guscio univalve, noto anche come dio manitou o manitou, mollusco gasteropode d’acqua dolce (Pomacea urceus, precedentemente Ampullarius urceus).

 sinonimi
 – divinità
 – Dio, dio

 traduzioni
 – Tedesco: Idol;  Abgott maschile, Abgöttin femminile;  Götze, Götzenbild;  Leitfigur;  Schwarm
 – Inglese: idol
 – Spagnolo: idolo
 – Italiano: idolo
 – Portoghese: idol
 – russe: idolo

 traduzioni (Figura, statua che rappresenta una divinità esposta al culto)
 – Inglese: idol

 Etimologia dell’idolo
 Dall’idolo inglese.
 nome proprio

 Idols

 1. (Geografia) Villaggio nel Galles situato nel Carmarthenshire.

 traduzioni
 – Inglese: Idol

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 divinità

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/divinit%C3%A9)

 etimologia
 Due divinitas latine.
 nom

 divinità \ di.vi.ni.te \ femminile

 1. (Al singolare) (religione) Essenza divina;  natura divina.
 – Guardatevi dunque dall’imitare il volgare, che mette la Fortuna tra gli dei;  la bizzarria della sua condotta lo allontana completamente dal carattere della divinità, […].  (Epicure, Letter to Ménécée – traduzione di Jacques Georges Chauffepié (1840))
 – Come punto di partenza, quindi, adottiamo la Divinità.  Riguardo a questa Divinità, considerata in sé, che uno solo non è uno sciocco, che uno solo non è un empio, che non afferma assolutamente nulla.  (Edgar Poe, Eureka, 1848 – traduzione di Charles Baudelaire, 1864)
 – L’atteggiamento della teologia cristiana nei confronti degli ebrei fu fissato all’inizio del IV secolo (Concilio di Nicea, 325): il giudaismo non deve scomparire, deve vivere, ma in uno stato di degrado e  di miseria tale da far apparire chiaramente agli occhi dei credenti come miscredenti la punizione inflitta da Dio a coloro che non volevano riconoscere la divinità di Gesù.  (Léon Berman, Histoire des Juifs de France des origines à nos jours, 1937)

 2. (Per estensione) (Al singolare) (religione) Dio stesso.
 – Quindi non ho niente da chiederti per me, o Monsignor Gesù!  ora, soprattutto, che con i miei occhi mortali ho contemplato la tua divinità.  (Alexandre Dumas, Othon l’Arciere, 1839)
 – Eppure sono gelosamente attaccato all’avvertimento dato da Omero ai Greci nell’Iliade e da Tyrthea nelle Elegie:  ordine pubblico ”- Dio, Allah o qualsiasi altra cosa.  (Panayiotis Jerasimof Vatikiotis, Islam and the State, 1987, tradotto da Odette Guitard, 1992)

 3. Dio o dea del politeismo.
 – Se le divinità telluriche di Puisaye presiedevano alla nascita di Colette, non dobbiamo dimenticare che gli dei legati all’acqua cullano il suo destino.  (Nicole Dubus Vaillant, Capitano Jules Colette, Society of Writers, 2011, p.17)
 – I sadhu non sono fanatici marginali o religiosi, sono uomini santi, venerati dagli indù come rappresentanti delle divinità, che sono entrati nel sentiero della liberazione spirituale e dell’elevazione.  (Sandrine Prévot, India: comprensione della cultura delle caste, Éditions de L’Aube, 2014)

 4. Rappresentazione materiale di un dio sotto forma di scultura, statua, statuetta, ecc.
 – Divinità in bronzo, argento, oro – di tutti i pesi, di tutte le dimensioni.  (Corrispondenza da [1907], citata in René Castonguay, A diplomat discovering Japan, Quebec, Septentrion, 2018, p. 57)

 sinonimi
 – creatore (2)
 – divinità (2)
 – dio (2)
 – signore (2)

 traduzioni ((Religion) Divine essence.)
 – Tedesco: Gottheit
 – Inglese: divinity, godhead
 – Spagnolo: divinity
 – italien: divinità
 – Portoghese: divinity

 traduzioni (3. Dio o dea)
 – Tedesco: Gott, Göttin
 – Inglese: dio, dea, divinità
 – Spagnolo: deity
 – Portoghese: deity

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 ax, chop (fr.) =

 ascia

 (Http://en.wiktionary.org/wiki/hache)

 etimologia
 (1130 circa) Dal frk happja, attestato dall’antico alto tedesco happia, happa.
 nom

 ascia (h aspirata) \ aʃ \ femminile

 1. (tecnica) Uno strumento di ferro, a forma di cuneo, che ha un manico e viene utilizzato per spaccare il legno.
 – Ha abbattuto un albero con un’ascia.
 – Con il colpo di un’ascia è stato scoperto il colmo di una botte di faggio.

 2. Arma della stessa forma.
 – Ho riportato alla bontà e al pentimento quei disgraziati che, una sera, alla svolta di una strada, avevano voluto stordirmi con le asce.  (Octave Mirbeau, Cruel Tales: The Song of Carmen (1882))
 Si è tagliato la testa con un’ascia.
 – Ascia da avvicinamento.
 – Ascia di pietra, usata da pochi popoli selvaggi o preistorici e fatta di pietra molto dura, invece che di ferro.
 – Ascia consolare, quella circondata da travi di cortili che il littore portava davanti ai consoli.

 3. (In particolare) Strumento con cui il boia tagliava la testa ai condannati.
 – Perisci sotto l’ascia.
 – Per te, la Bastiglia, dove morirai di ora in ora;  e per chi ami, la forca o l’ascia!  (Michel Zévaco, Le Capitan, 1906, Arthème Fayard, coll. “Le Livre populaire” n. 31, 1907)

 4. (Per analogia) (Rarer) Taglierina a ghigliottina.
 Lasciò cadere l’ascia, che cadde pesantemente e senza ostacoli con un ronzio sordo e frettoloso.  (Ivan Tourgueniev, L’esecuzione di Troppmann, aprile 1870, traduzione francese di Isaac Pavlovsky, pubblicata nelle sue Memorie su Tourguéneff, Savine, 1887)

 5. (Araldica) Mobili che rappresentano lo strumento con lo stesso nome negli stemmi.  Quando il suo manico è di un altro smalto, si dice che sia montato.  Quando il suo ferro è doppio o il bordo è associato a un piccone o un martello, viene quindi indicato come un’ascia d’arma.  Vicino all’urto.
 – Da sinople all’ascia d’argento placcato oro, adagiata in una sbarra, piantata in un ceppo d’albero sradicato dalla sabbia, che proviene dal comune di Plumont du Jura vedi illustrazione “stemmi con ascia”

 traduzioni (utensile per il taglio del ferro)
 – Tedesco: Hacke, Axt, Beil
 – Inglese: ax
 – Spagnolo: ax
 – italien: ascia, accetta, scure
 – Portoghese: ax
 – Russo: топор, колун

 forma flessa

 ascia (h succhiata) \ aʃ \

 1. prima persona singolare dell’indicativo presente di chop
 2. terza persona singolare dell’indicativo presente di chop.
 3. prima persona singolare del congiuntivo presente di tagliare.
 4. terza persona singolare del congiuntivo presente di tagliare.
 5. seconda persona singolare dell’imperativo di tagliare.

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 chop

 (Http://en.wiktionary.org/wiki/hacher)

 etimologia
 (1225) Denominale di ascia, in francese antico dehachier.
 verbi

 chop (h aspirato) \ a.ʃe \ coniugazione transitiva

 1. Tagliare a pezzetti, con uno strumento affilato (coltello, tritatutto, mixer…).
 – Prima di essere utilizzata per la concia delle pelli, la corteccia di quercia viene tagliata meccanicamente o manualmente e poi ridotta tra le macine in una polvere grossolana chiamata abbronzatura.  (Edmond Nivoit, Nozioni elementari di industria nel dipartimento delle Ardenne, E. Jolly, Charleville, 1869, p. 175)

 2. Intagliare, coprire con tacche con uno strumento appuntito.
 “Mi sono tagliato il mento e mi sono rasato senza specchio!”

 3. (Figurativo) Taglia goffamente.
 – L’alburno tagliato dai solchi dei denti, sminuzzato, iniziato al cuore.  (Maurice Genevoix, Raboliot, 1925)

 4. Distruggere, distruggere, devastare.
 – La grandine ha sminuzzato l’uva appena prima della vendemmia.
 – Gli elefanti sono entrati in questa massa di uomini […] hanno tagliato, tagliato, sminuzzato con le forchette delle loro corna.  (Gustave Flaubert, Salammbô, 1863)

 5. (invecchiato) Crack con un’ascia.
 6. (Figurativo) Ripeti interruzione, interrompi.
 – Il suo discorso è stato interrotto da interruzioni.
 – Leggi meglio ma tagli ancora le parole.
 – Stile tritato: stile irregolare, senza continuità.

 7. (Disegno, incisione) Traccia linee che si intersecano tra loro.  vedi portello, portello
 – Tagliate con lo scalpello, con la matita, con la penna.

 8. (Per estensione) Rayer, barrer, raturer.
 9. (info) Usa una funzione hash.

 traduzioni
 – allemand: hacken, questi
 – Inglese: chop, cut, hack, hew
 – Spagnolo: tagliare
 – Portoghese: chop, crack

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 vitello d’oro, vitello, carne

 vitello d’oro

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/veau_d%27or)

 etimologia
 Composto di vitello e oro.
 locuzione nominale
 1. (senso proprio) Statua eretta dagli ebrei ai piedi del monte Sinai e adorata come un idolo;  episodio dell’Esodo.
 – La propiziazione era una solenne festa degli ebrei, che veniva celebrata il 10 del mese di Tisri, che è il loro settimo mese, e che corrisponde a quella di settembre.  È stato istituito per preservare la memoria del perdono che è stato annunciato al popolo di Israele da Dio da parte di Dio, che ha restituito loro la punizione che avevano meritato per aver adorato il vitello d’oro.  (“Propiziazione”, The Encyclopedia, 1751)

 2. (Figurativo) Potere del denaro, ricchezza.
 – Adorare, sacrificare, adorare il vitello d’oro, inchinarsi davanti a un personaggio potente o ricco;  cedere al potere del denaro.
 – Pur desiderando i milioni, non si era chinato a corteggiarli;  se anche lui si era sacrificato al vitello d’oro, lo aveva fatto senza piegare la fronte o piegare il ginocchio.  (Jules Sandeau, Borse e pergamene, 1851)
 – Lo zio Charles ha rivisto questi catechismi dell’avidità e dell’usura.  Non l’avevamo mai visto, un banchiere contro il vitello d’oro.  (Jean Giraudoux, Bella, 1926)

 traduzioni
 – Inglese: vitello d’oro
 – Spagnolo: vitello d’oro

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 veau (http://en.wiktionary.org/wiki/veau)
 etimologia
 Dal latino vitellus, diminutivo di vitulus (“vitello”).
 nom

 vitello \ vo \ masculine (per la femmina diciamo: velle) (non standard)

 1. Piccola mucca.
 – Si è verificato uno scramble più violento;  i vitellini e le giovenche respinti da destra e da sinistra dalla spinta del grande bestiame graffiava i rovi galleggianti delle siepi.  (Louis Pergaud, A Satyr, in Les Rustiques, nouvelles villageoises, 1921)
 – Vitello grasso.  – Un vitello che è ancora sotto sua madre.

 2. Polpa di vitello;  carne che è stata squartata dal macellaio e addebitata lì.
 – Ho cenato lì, e anche piuttosto meschino, perché eravamo in quattro inaspettati, e la braciola di vitello ha avuto un ruolo importante in questa festa, come sui nostri tavoli degli ospiti per alcuni giorni.  (Saintine, Les métamorphoses de la femme, Paris: Charlieu, 1857, p.202)
 – Fate tagliare a pezzi il vitello dal vostro macellaio, altrimenti iniziate con questo passaggio.  (Valérie Duclos, Mes recettes de vacances, Paris: First-Grûnd, 2011, ed. 2012, p.18)

 3. Pelle di vitello.
 – Libri rilegati in vitello.
 – Legatura di vitello fulvo, vitello marmorizzato.

 4. (Figurativo) (peggiorativo) Persona disinvolta e stupida.
 – Il servo, un nuovo servitore, stava svolgendo il suo servizio nonostante il buon senso, e alla fine mi gettò qualche goccia di salsa sul braccio.  “Che vitello!”  Esclamai con impazienza.  (Alphonse Allais, Utility of Classical Authors)
 “Non sto dicendo che sarei arrivato al punto di confrontarmi con i Boches.”  Anche se i francesi fossero vitelli, non potrei fare a meno di stare dalla loro parte.  Abbiamo il suo orgoglio.  (Tony Cartano, Schmutz, Grasset, 1987)

 5. (Geografia) Una massa di ghiaccio che si stacca da un iceberg.

 sinonimi
 – lovic (Louchébem)

 traduzioni (Little Cow)
 – Tedesco: Kalb
 – Inglese: vitello
 – Spagnolo: vitello, vitello, manzo
 – Italiano: vitello
 – Portoghese: vitello, giovenca, vitello
 – russe: телёнок, телец

 traduzioni (carne)
 – Tedesco: Kalbfleisch
 – Inglese: vitello, carne di vitello
 – Spagnolo: vitello
 – Italiano: vitello
 – Portoghese: vitello

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 viande

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/viande)

 etimologia
 Dal latino vivenda divenne nel tardo latino vivanda, una forma di aggettivo neutro del verbo vivere (“vivere”) che significa “ciò che serve alla vita”.  La parola originariamente si applicava a tutti i tipi di cibo e gradualmente si è specializzata per riferirsi solo a determinati cibi a base di carne oggi.
 nom

 viande \ vjɑ̃d \ féminin

 1. (cucina) (invecchiato) Qualsiasi cibo, carne o no.
 – È carne paradisiaca mangiare uva a pranzo con il fouace fresco (Rabelais, Gargantua, capitolo 25)
 – Infatti, dopo pochi minuti, la porta si aprì con un doppio colpo, e Capestang, spaventato, vide entrare un ufficiale in gran veste, spada in mano, e gridò: “Le carni di Sua Maestà!”  (Michel Zévaco, Le Capitan, 1906, Arthème Fayard, coll. “Le Livre populaire” n. 31, 1907)

 2. (cottura) Carne di un animale utilizzato come alimento, compreso quello di conchiglie, crostacei e pesce;  al contrario di cibi vegetali e uova.
 – Tuttavia notano una spilla ben fornita, cena riservata a quattro ufficiali.  – “Ma ci sono carni per otto;  non potete pregare questi signori di condividere questo pasto con due viaggiatori che muoiono di stanchezza e fame?  (Anonimo, Rivista letteraria, 1830, Revue des Deux Mondes, 1830, volume 1)
 – Con gesto augusto, lanciò il gatto ai piedi di Mam’zelle Geneviève […] e subito cominciò a macellarlo, conservando la carne per i mendicanti, asciugando, all’estremità di un bastone, la pelle che  ha venduto agli Auvergnat.  (Octave Mirbeau, Cruel Tales: My Uncle)
 – […] al primo sintomo, comparsa di un lieve edema pretibiale, era necessario interrompere l’assorbimento di carne in scatola e mangiare esclusivamente verdure conservate o essiccate e carne fresca.  (Jean-Baptiste Charcot, Nel mare della Groenlandia, 1928)

 3. (cucina) (attuale) Carne animale utilizzata per l’alimentazione, esclusi pesce e frutti di mare.
 – Carne, pesce e uova forniscono proteine ​​sazianti, ma anche ferro e vitamine (da consumare 1 o 2 volte al giorno).  (Laurence Plumey, Come perdere peso felicemente quando non ti piacciono gli sport o le verdure, Éditions Eyrolles, 2016, pagina 64)

 4. (familiare) (peggiorativo) Parte carnosa del corpo umano.
 – Durante l’estate, i turisti espongono la loro carne sulle spiagge.
 – Per loro, le donne erano pezzi di carne, in cui mordevano con i denti e sputavano asciutti se il bidoche non fosse di loro gradimento.  (Antoine Bello, Ada, Gallimard, White Collection, 2016, 191)

 sinonimi
 – barbecue (familiare)
 – bidoche (familiare)
 – carne (invecchiata) o (peggiorativa)
 – carne

 traduzioni (Carne animale usata per il cibo)
 – Tedesco: Fleisch
 – Inglese: carne
 – Spagnolo: carne
 – Italiano: carne
 – Portoghese: carne, vianda
 – russe: мясо

 forma flessa

 viande \ vjɑ̃d \

 1. prima persona singolare dell’indicativo presente di viandare
 2. terza persona singolare dell’indicativo presente di viander.
 3. prima persona singolare del congiuntivo presente di viandare
 4. terza persona singolare del congiuntivo presente di viandare.
 5. seconda persona singolare dell’imperativo presente di viander.

 __

 eclettico

 (Http://en.wiktionary.org/wiki/%C3%A9clectique)

 etimologia
 Dal greco antico ἐκλεκτικός, derivato da ἐκλέγω.
 aggettivo

 eclettico \ e.klɛk.tik \ maschio e femmina identici

 1. (filosofia) Chi non adotta una dottrina particolare ma sceglie, nei vari sistemi, le opinioni che gli sembrano le più giuste.
 – Un filosofo eclettico.
 – Filosofia eclettica.

 2. (Per estensione) Chi ha una disposizione mentale non sistematica e accogliente, e chi adotta ciò che pensa sia buono in un insieme di idee, di opinioni.
 – Eclettico nella letteratura, nella pittura.

 traduzioni
 – Tedesco: eklektisch
 – Inglese: eclettico
 – Spagnolo: eclettico
 – italien: eclettico

 nom

 eclettico \ e.klɛk.tik \ maschio e femmina identici

 1. (filosofia) Una persona che non adotta una dottrina particolare ma sceglie, nei vari sistemi, le opinioni che gli sembrano le più giuste.
 – L’eclettico è un filosofo che calpesta pregiudizi, tradizione, anzianità, consenso universale, autorità (…) (Denis Diderot e Jean le Rond D’Alembert, Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences  , tomo 5, articolo «ECLECTISME». Parigi: 1751-1772.)
 – Ora, hai intrapreso questo compito: quindi tu stesso sei un eclettico.  (F.J.V. Broussais, Annals of Physiological Medicine, Volume 3, 1823)

 __

 Rigolo

 (Http://fr.wiktionary.org/wiki/rigolo)

 etimologia
 Per ridere con il suffisso -o.
 aggettivo

 rigolo \ ʁi.ɡɔ.lo \ masculin

 1. (familiare) Chi fa ridere le persone, chi è divertente, divertente, divertente.
 – Di tutti gli amanti che aveva provato, era sicuramente il meno divertente: imperdonabile.  (Raymond Queneau, Pierrot mon ami (romanzo), capitolo IV, Éditions Gallimard, Parigi, 1945)
 – I mercanti saggi lanciano lo scoubidou: l’oggetto più inutile ma più divertente della fine degli anni Cinquanta.  (Catherine Rihoit, Brigitte Bardot: A French Myth, Éditions Olivier Orban, 1986 & Éditions Frédérique PATAT, 2016)
 – Con Labiche non ci sono risate, sono tutte tartignole cotte, guguss giganti, una scala non divertente di un edificio per rompere la margoulette, una rampa vantaggiosa per avere un crampo [  …] (Alain Lefèvre, La Fidanzata dell’ange ou Les Possédés de Sens, L’Harmattan, 2004, p. 106)
 – La storia che segue è così divertente che potresti trovarla un capello tirato dai suoi capelli.  (Alain Rémond, Allô maman bobo, Journal La Croix, 9 ottobre 2014, p. 28)

 2. (Figurativo) Curioso, sorprendente, strano, sorprendente.
 – – Soprattutto perché oggi Madame potrebbe essere testimone di qualcosa di divertente … (Émile Zola, L’Argent, 1891.)

 sinonimi
 – comico
 – desolante
 – divertente
 – divertente

 traduzioni ((familiare) Chi fa ridere la gente, chi è divertente, divertente, divertente.)
 – Tedesco: witzig
 – Inglese: divertente
 – Spagnolo: umoristico

 nom

 rigolo \ ʁi.ɡɔ.lo \ masculine (per una donna diciamo: rigolote)

 1. (familiare) Qualcuno che ti fa ridere, che è divertente, divertente, divertente.
 “Adesso eravamo nei guai.”  Un vecchio rigolo, con gli occhi screpolati e il naso rosso, tremava sulla pedana, in un delirio di tremore, bis, bravo.  Le grandi risate delle cosiddette oscenità tra uomini sbocciarono tutte le figure.  (Alphonse Daudet, Le concert de la Huitième, in Contes du lundi, 1873, Fasquelle, raccolta Le Livre de Poche, 1974, pagine 132-133.)
 – A volte si fermavano anche gli escursionisti, e il “rigolo” della troupe, presentandosi come inviato speciale del Museo di Storia Naturale, gli poneva, con aria seria, domande precise sulle dimensioni del  la testa del mostro, il numero dei suoi denti, e lo pregò di imitare il suo fischio.  (Marcel Pagnol, Le temps des secrets, 1960, collezione Le Livre de Poche, pagina 226)
 – È una stronza;  non ci annoiamo con lei.

 2. (familiare) Persona inaffidabile e inaffidabile.
 – Questo ragazzo è un grande scherzo, non contare su di lui.

 sinonimi
 – comico
 nom

 rigolo \ ʁi.ɡɔ.lo \ masculin

 1. (slang) Pistola, revolver.
 – L’uomo stava brandendo un’enorme risata.

 2. (invecchiato) Un’altra ortografia di rigollot (impiastro).
 – La mamma mi ha fatto una risata sul petto.

 sinonimi
 – 1: fuoco, petardo
 – 2: sinapismo

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