Bound Bank banche Centrali e FED e cripte un Trucco per trappole ai cristiani

#NODI_INDUSTRIALI SOCIALI #GLOBAL_PATENT 
#CINAnote 
Bound Bank  banche Centrali e FED e cripte un Trucco per trappole ai cristiani 

1. Chi ha i bound ? FED.  E la Resa e i vettori dal 1967 [ #n5 ]
2. I proprietari della banca CENTRALE TEDESCA? 
2a. DELLA BANCA MONDIALE ed LE BANCHE AGRICOLE

3. Strutture, Ciclo, resa e PATRIMONIALE 
Dei 
4. Generatori di DEBITi  = 

5. ASSOGGETTATI AGLI INVESTIMENTI 

#n11. 0|||0||000|0|||0| al la legge ra 

#ITALIA_ALATA_PROGRAMMA IDEA 
#ITALIA_ALATA_DIFESA  Salmi 80; Salmi 31;  

#ACCETTAZIONEnote 

Trust (disambigua) 

#ANTITRUST #IMMUNITÀ 

#PATRIMONIALE & #TANGENTI e bit 

Liberate gli uccellini dalle gabbie 

#PROGRAMMA_MILITARE 

POSSONO PARTECIPARE TUTTI E DI OGNI ETÀ 

GabbiaNo e Aprite le ali della Sacra Parola BIBBIA SI 

È SALE DAL PALAZZO DEL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE 

SI ÇA L  #calcio_scommesse QUOTAZIONE Bruschetta e salVini

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I ss Servizi Segreti che DEPISTANO e operano CON LA TUTELA, E LA BREVETTAZIONE E LA LEGGE?

SONO DA CONSIDERARSI ANCORA PRESTANOMI E PRIVACY 

CIOÈ IN PRIVATO A QUANTO AMMONTA LA TANGENTE / I?

《 TANGENTI & PRIVACY DI DIRITTO e MAFIOSISMO

https://italiaalata.wordpress.com/2019/05/07/tangenti-privacy-di-diritto/ 》 

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Laccio al lancio sapore d’aranCIAFANTAsia #satanaopere 
lancio della cripto valuta di Facebook , legandolo, nelle argomentazioni, al destino dei Minibot . L’argomento cripto valuta, rientrante nella famiglia delle monete elettroniche, l’affronteremo di seguito, non prima di aver esternato la nostra costernazione quando la lamentela proviene dal mondo politico che, risiedendo nel parlamento, ha la potestà di cambiare le leggi. E si perché di leggi si tratta. Invece di affidarsi solo ai social per esternare il loro disappunto (noi poveri mortali siamo costretti) dovrebbero sapere, se già non lo sanno, che in Italia (ma anche nel resto del mondo chiamato in altro modo) vige un Testo denominato Testo Unico Bancario, in gergo T.U.B. Tale testo è stato introdotto dal D.lgs. 385/1993. Esso si compone di svariati articoli. Gli articoli che possono riguardarci per la trattazione di questo argomento sono:
#ITALIA_ALATA_TUTELA 

Art. #N5 Vigilanza
Art. 13 Iscrizione Albo
#ITALIA_ALATA_moneta 

Art. 114 Bis Emissione #moneta_elettronica
#ITALIA_ALATA_BILANCIO

Art. 131 Bis Divieto di emissione di moneta elettronica
STATO MAFIA 
Art. 131 Ter Abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento
Art. 146 Vigilanza Banca d’Italia
In particolare tutto il gruppo dell’Articolo 114, molto variegato, trattando dell’emissione di moneta elettronica, ci viene incontro, in particolare con l’art. 114 bis  per farci comprendere che:
1. L’emissione di moneta elettronica è riservata alle banche e agli istituti di moneta elettronica.
2. Possono emettere moneta elettronica, nel rispetto delle disposizioni ad essi applicabili, la Banca centrale europea, le banche centrali comunitarie, lo Stato italiano e gli altri Stati comunitari, le pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali, nonché Poste Italiane.
3. L’emittente di moneta elettronica non concede interessi o qualsiasi altro beneficio commisurato alla giacenza della moneta elettronica.
In buona sostanza Facebook ha provveduto al lancio di questa moneta elettronica affidandosi ad istituti già autorizzati dalle Leggi degli Stati, ed anche quello italiano che ha introdotto il T.U.B. appositamente nel proprio ordinamento (VISA MASTERCARD ECC.). Che, come recita il comma 2 dell’art. 114 Bis, Possono emettere moneta elettronica, nel rispetto delle disposizioni ad esse applicabili, lo Stato italiano e gli altri Stati comunitari…….
In pratica ai soggetti sopra elencati non è preclusa la possibilità di emettere moneta elettronica purché lo facciano tenendo conto delle disposizioni ad essi applicabili, ossia le stesse leggi che hanno demandato la creazione di moneta a corso legale a B.C.E, denominata moneta esterna, e dei sistemi di pagamento ad opera degli Istituti di Credito autorizzati sempre da norme a svolgere la funzione del credito, denominata moneta interna, a poter emettere i due tipi di moneta, ossia rispettivamente a corso legale e sistema di pagamento (così come definito sia da B.C.E. che da Banca d’Italia nelle loro pubblicazioni stigmatizzandone le differenze)(1)(2).
http://www.giacintoauriti.com/notizie/192-anche-lo-stato-puo-emettere-li-b-ra-elettronica.html

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Antonio Tanza

Gli NPL, ovvero i crediti deteriorarati, ovvero gli insoluti, verranno aggregati in masse di crediti che genereranno obbligazioni che verranno propinate anche ai risparmiatori! Prepariamoci a nuovi bidoni bancari …

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Tom Der

I MINISTERI ITALIANI I GESUITI E I BANCHIERI ROMANI SIONISTI HANNO MANDATO KO IL SUD CON LE LORO POLITICHE DA BIFOLCHI ! 
LA LORO AUSTERITY E IL DISAVVANZO DA REGALARE AILE BANCHE TEDESCHE,  E MAGARI CONTINUARE A FORAGGIARE IL mes PER PROVVEDERE 40 MILIARDI ALLA DEUTSHE BANK!   VERO?    IL MES è STATO TRASFORMATO IN FONDO SALVA BANCHE TEDESCHE!  UN AIUTINO COI DENARI ITALIANI PER SALVARE DEUTHSHE  BANK!  …  MA LE BANCHE ITALIANE SONO STATE TARTASSATE DA DRAGHI … CHE SINCRONICITA’ !

https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2019/08/01/allarme-recessione-sud-nel_4GiMzPv4tSk0HBejbJGNzI.html

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#STATO_MAFIA E STAFFETTA DI ARRIVISTI ANTICRISTO 
#TANGENTI 90′ #miLaN 
Gratteri, la-ndrangheta-non-spara-piu-ma-compra-tutto

http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/75365-gratteri-la-ndrangheta-non-spara-piu-ma-compra-tutto.html

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Gino Metropoli 

Oxford e moneta di Stato

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#ITALIA_ALATA_politica 

Riforma e STRUTTURE DI GOVERNO 
http://va.newsrepublic.net/s/bmeFxU

* #ITALIA_ALATA_gRilLo e #ITALIA_ALATA_tangenti e #Gb #g8
giustizia-la-lega-sconfessa-il-testo-m5s-bongiorno-la-legge-non-e-stata-condivisa-

https://www.lastampa.it/politica/2019/07/31/news/giustizia-la-lega-sconfessa-il-testo-m5s-bongiorno-la-legge-non-e-stata-condivisa-1.37276741

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Mario Haussmann 
È una certezza che quelle “verità” che devono essere tutelate per legge e protette mediante l’impiego di magistrati e forze dell’ordine hanno sicuramente una base molto friabile. Questo riguarda molte “verità” storiche sulle quali dubitare è vietato dalla legge. È evidente che le false verità storiche, delle quali non si deve dubitare, hanno tutte il comune scopo di nascondere ai popoli il loro autentico, comune nemico. Non avendo la conoscenza degli avvenimenti, delle realtà e degli autori, i popoli non hanno nemmeno coscienza di avere un nemico che li assedia, e non avendone coscienza, non possono opporvi resistenza. Quindi, in tutti gli ambienti sociali e in ogni contesto si combattono sempre e solo i sintomi dei problemi, senza nemmeno rendersi conto che la radice comune di tutti i problemi si trova nel perverso sistema capitalista, nei suoi principali attori e nelle costrizioni che esso genera. Finché i criceti continuano a correre nella ruota, essi non avanzano di un centimetro. Infatti, il sistema è congegnato in maniera che la gente non sappia più nemmeno dove vuole arrivare, tanto che è costretta a correre. Tutti hanno la sensazione che così non si possa continuare, che in fondo tante cose dovrebbero essere diverse da come sono. Ma nelle menti impera il dogma che la democrazia e lo stato di diritto esistenti siano il non plus ultra, cioè quanto di più perfetto immaginabile. Ciò rende il popolo una massa teleguidata dai media, un branco di consumatori idioti indebitati, bestiame elettorale rincretinito. Quando il popolo nemmeno sa sotto quale regime in realtà stia vivendo, riesce a porsi solo delle domande vane che velano la realtà dei veri problemi. Il filosofo Ralph Waldo Emerson sosteneva che «Il pericolo più grande sono le illusioni». Gli esseri umani sono condizionati a credere nelle illusioni e quindi il decondizionamento è divenuto una necessità vitale per la sopravvivenza umana. 
Il dottor Martin Luther King affermò: «Non potremo avere una democrazia illuminata finché un cospicuo gruppo di popolazione vivrà nell’ignoranza. Non potremo avere una nazione sana finché un decimo della popolazione sarà malnutrito, malato, afflitto da germi patogeni… Non potremo avere una nazione ordinata finché un suo gruppo sarà talmente oppresso e tarpato da essere quasi costretto a compiere azioni antisociali e criminose. … Non potremo raggiungere il pieno benessere finché un gruppo consistente rimarrà talmente arretrato da non essere in grado di comprare niente. Perciò, mentre ci accingiamo a difendere la democrazia dall’aggressione esterna, cerchiamo di fare in modo da offrire sempre più, all’interno, condizioni eque e pari opportunità a tutto il popolo».La democrazia edificata sulla base di un sistema monetario e fiscale antidemocratico è un semplice inganno che si rivela impossibile nell’attuazione pratica. Il premio Nobel Frederic Soddy (1877-1956) sosteneva in un suo testo che «Nella sua lotta contro l’autocrazia, la democrazia ha dimenticato che il più importante tra tutti i privilegi di un governo, se non l’unico che abbia importanza per davvero, è da ricercare nell’amministrazione del monopolio di emissione monetaria. La causa per la quale la democrazia ha fallito completamente nel suo intento di realizzare un ordine sociale, va ricercata in questo», e continuava: «La democrazia ha concesso ai moderni magnati della finanza dei mandati procuriali come non sono ancora mai stati dovuti ad alcun regnante assoluto. Senza alcun riguardo per popoli, re o ministri, il dominio completo della circolazione monetaria ha dato in mano a pochi individui il potere assoluto sull’industria e quindi sulla vita e sulla morte del popolo. I popoli industrializzati sono talmente indebitati che l’industria viene amministrata in regime fallimentare dai creditori. Shylok ci tiene tutti fra i suoi artigli, lo scienziato, il togato, l’inventore, l’artigiano, il contadino; tutti vengono sottoposti al controllo di un’economia finanziaria centralizzata». 
(da “Il Manifesto della Sociosofia”)
https://www.facebook.com/100004874220152/posts/1178188319020298/

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Immunità 

L’immunità è l’esenzione da un onere, da un obbligo o da un dovere.

ETIMOLOGIA

Il termine è una parola composta di origine latina, immunitas o inmunitas 

derivata dall’arcaico munus, ufficio, dovere, compito o prestazione, comunemente

usata dai latini per indicare la dispensa da un’attività o da imposte e servizi

pubblici.

TERMINOLOGIA GIURIDICA

L’immunità è una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e

garantita a taluni soggetti giuridici in considerazione della loro posizione e

funzione istituzionale.

«Voi siete protetti nella vostra persona, ma è nel limite delle necessità del

vostro mandato che il privilegio esiste»

(Odilon Barrot, Le Moniteur universel, Assemblée nationale legislatif, resoconto

stenografico del 27 giugno 1849, p. 359)

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Trust (disambigua) 

#ANTITRUST #IMMUNITÀ

#PATRIMONIALE & #TANGENTI e bit

Il #trust (traduzione letterale “fiducia”; la traduzione concettuale sarebbe

“affido” intendendo l’affido di beni mobili/immobili) è un istituto del sistema

giuridico anglosassone di common law, sorto nell’ambito della giurisdizione di 

equity, che serve a regolare una molteplicità di rapporti giuridici di natura

patrimoniale (isolamento e protezione di patrimoni, gestioni patrimoniali

controllate ed in materia di successioni, pensionistica, diritto societario e

fiscale). 

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#CODICE_PENALE #DEBITO_ODIOSO 
#TRUFFA #FRODE #PRIVATOMIZZAZIONI 
#BILANCIO CESSIONE E DEBITO / I A CONFRONTO

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#ITALIA_ALATA_TUTELA 
#ITALIA_ALATA_STARTUP 
#NODI_INDUSTRIALI SOCIALI

#ITALIA_ALATA_industry
#PLUS_VALORE #BENI_DUREVOLI 
#BEST_QUALITY #DEDIGN_COMPETITION #FIDELIZZAZIONEnote 
#ITALIA_ALATA_RICETTE 
ITALIA_ALATA_BREVETTI INTELLIGENCE
#ITALIA_ALATA_occupazione
#ITALIA_ALATA_energia 
#ITALIA_ALATA_cv
#ITALIA_ALATA_idea #PORTFOLIOnote 
#Crown_founding   
#ITALIA_ALATA_opere
#ITALIA_ALATA_accettazione 
#ITALIA_ALATA_casa o 
#ITALIA_ALATA_yacht

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#ITALIA_ALATA_vaticano #SECONDO_COMANDAMENTO = NO STATUE ED IDOLATRIA #PAPAPAZZO

#ITALIA_ALATA_PASQUA DAL 14/01 AL 21/01 
#ITALIA_ALATA_NATALE = 02 MARZO
DA Sofonia 1:10;

#brexit #vaticanoSPA ss spia in confessionale francamente

Gianni Saraceni

POICHE LA CHIESA BERGOGLIANA ODIA L’ITALIA OLTRE LE TASSE DOVREBBERO PAGARE ANCHE L’OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO

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#ITALIA_ALATA_OCCUPAZIONE 

#ITALIA_ALATA_ROBOT

PROGRAMMA E TANGENTI come da programma kili

Parliamone .. . 

https://italiaalata.wordpress.com/2019/04/06/programma-e-tangenti/

*

Francesco Miglino

Urge far valere il nostro #potere negoziale decisivo per la sopravvivenza U€, e non subire da servi le dannose direttive U€.

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#ITALIA_ALATA_scenari

#ITALIA_ALATA_bilancio

Giuseppe Masala

A leggere i resoconti della stampa e le twittate di Trump l’accordo tra Cina e USA sugli scambi commerciali è alle battute finali e sarà coronato da successo. I cinesi si impegnano ad aumentare le importazioni dagli USA per riequilibrare la bilancia dei pagamenti USA-Cina. Inoltre i cinesi si impegnano ad aprire il loro mercato finanziario ai colossi americani. Tutto bene quel che finisce bene? Si, finisce bene per Pechino e per Washington, finisce invece malissimo per l’EU. E si, perché gli europoidi e tutti i corifei dotati di competenza impareranno che quello a cui abbiamo assistito non era un duello tra USA ed EU, ma un triello tra Cina, USA ed EU. Dove i primi due si sono messi d’accordo e a pagare il conto saranno gli europei. Perché? Semplice..se i vasi comunicanti sono tre (e non due) il terzo si adegua: segnatamente se aumenteranno le importazioni cinesi dagli USA, automaticamente diminuiranno le esportazioni europee verso la stessa Cina. E oggi, con gli ordinativi tedeschi dove si può ammirare un -6% di diminuzione degli ordini dall’estero verso la Germania abbiamo le prime avvisaglie.

La strategia folle che ha arricchito sfacciatamente la Germania e improntata sulla “valorizzazione” degli squilibri commerciali e degli squilibri di competitività (do you know “fare i compiti a casa?) è al capolinea. Aver puntato tutto sulla domanda estera distruggendo la domanda interna a causa di una deflazione salariale che tendeva a dare competitività alle merci europee sui mercati mondiali (anche tramite costruzione di catene globali di valore dove in cima stavano le multinazionali tedesche e alla base i paesi poveri trattati come schiavi per la produzione a basso costo di componenti intermedie) è miseramente fallita.

Le conseguenze le vedremo neanche tra troppo tempo con buona pace dei Competenti di tutte le latitudini, italiani compresi.

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IN RISPOSTA ALMENO CHE:

#ITALIA_ALATA_IDEA #FINEDEIMERCATI BIBBIA note 

#BEST_QUALITY #DESIGN_COMPRTITION 

#NODI_INDUSTRIALI SOCIALI SE DI CRISTO CON #FONDO_CRISTIANO A GARANZIA Salmi 80; 

#ITALIA_ALATA_STARTUP #SOFT_INDUSTRY 

#ITALIA_ALATA_TUTELA 

#ITALIA_ALATA_RICETTE 

#ITALIA_ALATA_VALORE

#HEMPnote #km0

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Avente #ITALIA_ALATA_TIToLO

#ITALIA_ALATA_PROPRIETÀ 

#ITALIA_ALATA_COSTITUZIONE

Enrico Masala

Concessioni governative…  Quanto paga il treno privato italo… per viaggiare sui binari italiani? E tutte le varie aziende che vendono energia elettrica… sfruttando la rete nazionale?

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La sapienza Roma 
https://www.facebook.com/100005890421997/posts/1094081864131484/

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Trust (disambigua) 
#ANTITRUST #IMMUNITÀ

#PATRIMONIALE & #TANGENTI e bit

Il trust (traduzione letterale “fiducia”; la traduzione concettuale sarebbe
“affido” intendendo l’affido di beni mobili/immobili) è un istituto del sistema
giuridico anglosassone di common law, sorto nell’ambito della giurisdizione di 
equity, che serve a regolare una molteplicità di rapporti giuridici di natura
patrimoniale (isolamento e protezione di patrimoni, gestioni patrimoniali
controllate ed in materia di successioni, pensionistica, diritto societario e
fiscale).

Nulla ha a che vedere con l’istituto in argomento il termine antitrust, insieme
di norme/istituzione a garanzia della effettiva concorrenza nei mercati
economici: in tale caso il termine inglese “trust” è da intendersi nella sua
accezione di “cartello” o “accordo” (in danno dei consumatori) fra imprese
(solitamente in regime di oligopolio su scala nazionale o internazionale) idoneo
a incidere negativamente sulle normali dinamiche del mercato libero e
concorrenziale.

CARATTERISTICHE
Il trust è uno strumento giuridico che, nell’interesse di uno o più beneficiari
o per uno specifico scopo, permette di strutturare in vario modo “posizioni
giuridiche” basate su legami fiduciari.

Non esiste un rigido ed unitario modello di trust, ma tanti possibili schemi che
è possibile costruire in vista di una finalità ultima da raggiungere. I soggetti
del trust o, più correttamente, le “posizioni giuridiche”, sono generalmente
tre: una è quella del disponente (o settlor o grantor), cioè colui che
promuove/istituisce il trust. La seconda è rappresentata
dall’amministratore/gestore (trustee). Il disponente intesta beni mobili /
immobili all’amministratore, il quale ha il potere-dovere di gestirli secondo le
“regole” del trust fissate dal disponente. La terza è quella del beneficiario (
beneficiary), espressa o implicita. Posizione eventuale è quella del guardiano (
protector). “Posizioni” e “soggetti” possono non coincidere. Lo stesso soggetto
può assumere più di una posizione giuridica (come, ad esempio, nel “trust
autodichiarato” in cui un soggetto è nel contempo disponente e trustee), così
come più soggetti possono rivestire una medesima posizione (trust con una
pluralità di disponenti, di amministratori ecc.).

Modellare un trust in grado di soddisfare un interesse specifico significa
individuare le “regole” più idonee allo scopo: esse sono quelle elaborate/scelte
dal disponente (il soggetto che istituisce il Trust) nel quadro normativo di
riferimento ( Convenzione dell’Aia, leggi straniere sul trust, leggi nazionali).
Da un trust valido conseguono necessariamente caratteristici effetti:
separazione e protezione del patrimonio, intestazione all’amministratore (che
non ne diventa proprietario vero e proprio), gestione fiduciaria vincolata e
responsabilizzata dei beni. Gli effetti possono coincidere con lo scopo
principale/finale per cui è stato costituito il trust.

MECCANISMI DEL TRUST
Il trasferimento di beni nel fondo del trust è vincolato da un legame che
intercorre tra il settlor e il trustee, che è il cosiddetto patto di fiducia; il
settlor (disponente) trasferisce l’intestazione (non la proprietà, così come è
intesa nel diritto italiano) di quei beni perché vengano amministrati dal
trustee nell’interesse dei beneficiari e nei limiti di quanto stabilito
nell’atto istitutivo. Ci sono due elementi caratterizzanti il trust:

* un trasferimento di intestazione;
* l’amministrazione dei beni, che deve essere una amministrazione diligente e
   volta a favorire il beneficiario.

Qualcuno definisce il trust (quantomeno il trust nel suo schema classico) una
sorta di “donazione congelata” dove sono individuabili, fra gli altri, un
donante (disponente) ed un beneficiario. C’è da puntualizzare tuttavia
l’oggettiva difficoltà di inquadrare il trust in schemi o definizioni rigide o
tipiche proprio per la sua attitudine ad essere declinato in una miriade di
meccanismi, tutti legittimi purché nei limiti della Convenzione, della normativa
regolatrice richiamata e del sistema giuridico ove è istituito.

Il trust viene anche utilizzato per le cosiddette strutture orfane, termine
finanziario che designa società le cui azioni sono proprietà di un trust di
scopo non caritatevole e di nessuna persona fisica, anche di minoranza, al fine
di imputare un cespite, un debito o altra attività finanziaria all’esterno del
bilancio della società di capitali che richiede il trust. Sono utilizzate per
“isolare” con una società di progetto attività e patrimonio di una società dalle
altre afferenti allo stesso gruppo industriale o finanziario, in modo da rendere
la richiedente il trust “bankruptcy remote”: in caso di fallimento, è minimo
l’impatto economico sulle altre società del gruppo, che sono già tutelate dalla 
responsabilità limitata. 
In particolare, sono strumenti relativamente comuni per la creazione di Special
Purpose Vehicle di scopo per la cartolarizzazione, tramite l’emissione di 
obbligazioni di tipo Asset-backed security.

ANALOGIE E DIFFERENZE CON IL MANDATO FIDUCIARIO
Si dice comunemente che il trust sia l’equivalente anglosassone del mandato
fiduciario di diritto continentale; ma le differenze sono molto profonde: nel
mandato fiduciario infatti la proprietà dei beni appartiene solo formalmente al
fiduciario, che si obbliga ad obbedire a tutte le disposizioni del fiduciante,
ivi compreso l’eventuale ordine di restituzione degli stessi.

Nel trust invece il trustee è pieno proprietario del bene in trust vincolato
nell’esercizio del proprio diritto dalle disposizioni contenute nell’atto di
trust da esercitare nell’interesse del beneficiary. Il trustee può alienare,
permutare, affittare, dare a garanzia i beni in trust (alle condizioni del
disponente e se ciò è funzionale alle volontà espresse nell’atto di trust dallo
stesso disponente). Rispetto ad un pieno proprietario egli non può distruggere
la cosa (salva substantia rerum). La piena proprietà del trustee giustifica
l’uso dello strumento ai fini di protezione e pianificazione successoria. Il
contraltare della protezione del bene in trust è la compressione del diritto di
proprietà subita dall’apposizione di un vincolo a tutela di interessi
riconosciuti legittimi. Il trust dà garanzia di tutela giurisdizionale ad un
rapporto di fiducia che tipicamente è fuori dal mondo delle leggi.

Si noti inoltre che il settlor (cioè l’originario pieno proprietario dei beni)
può istituire in testamento il trust. Il trust ha pertanto molte più analogie
con l’istituto del fedecommesso che con il mandato fiduciario.

SOGGETTI COINVOLTI
DisponentePersona fisica o giuridica che istituisce il trust e normalmente
conferisce in esso i beni che costituiscono il fondo del Trust, detto settlor.
Nella prassi il/i disponente/i operano un conferimento irrevocabile, cosicché i
beni confluiscono nel fondo in via definitiva, uscendo dalla disponibilità
materiale e giuridica (salvo riserve di usufrutto, possesso, ecc). Anche il
controllo sull’operato del trustee è esercitato da soggetti diversi dal
disponente(protector, beneficiario) così da scongiurare il rischio che il trust
possa essere considerato simulato e quindi nullo, giacché in molte legislazioni
il potere del disponente sul trust istituito è previsto di blanda portata.

TrusteeIl trustee può essere, come visto, una persona fisica, un professionista
di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo
pensione. L’atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del 
trustee e, in caso di pluralità di trustee, i modi di soluzione delle
controversie.

BeneficiaryAnche il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un
insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al
momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei trust costituiti a
scopo benefico (es.: “i miei nipoti e pronipoti”; “i poveri del villaggio X”; “i
minatori del pozzo n. 14″).

ProtectorPersona fisica, professionista di fiducia del settlor che garantisce la
correttezza delle attività svolte dal trustee ed, eventualmente, di supplenza
del trustee.

SCOPI
Vi sono tanti possibili utilizzi del trust quanti ne può immaginare la fantasia
di un professionista. Il rapporto di trust è una via di mezzo tra una 
obbligazione ed una “proprietà speciale” (ma rimane preferibile la definizione
di “intestazione qualificata”) che può essere utilizzato per moltissimi motivi.
Dire trust è come dire negozio giuridico. Lo scopo del trust deve potere essere
sempre considerato meritevole secondo i principi dell’ordinamento giuridico di
riferimento.

Tra gli usi più frequenti vi sono quelli motivati da:

* protezione dei beni: spesso il trust viene istituito a protezione di beni
   immobili; per esso non è infatti infrequente l’uso del termine “blindatura
   patrimoniale”. Una delle caratteristiche più apprezzate del trust è infatti
   la segregazione del patrimonio conferito cosicché esso risulterà insensibile
   ad ogni evento pregiudizievole che coinvolge personalmente uno o più soggetti
   protagonisti del trust. Per questa sua utilissima caratteristica il trust
   viene sempre di più impiegato per separare e proteggere il patrimonio
   personale da quello aziendale o per tutelare tutti quei soggetti il cui
   patrimonio può essere compromesso da attività professionali rischiose
   (medici, avvocati, funzionari ecc.) o, semplicemente, da comportamenti
   personali avventati (gioco d’azzardo, uso di droghe e alcool ecc.).
* riservatezza: le disposizioni contenute nel trust possono essere riservate, e
   questo può essere un motivo sufficiente per la sua creazione; la riservatezza
   è riferita prevalentemente ai trust cd. ‘opachi’ (in Italia penalizzati dalla
   normativa fiscale), dove il trust può rappresentare un ottimo strumento di
   controllo di enti e società (di norma è impiegato all’estero in attività di
   ingegneria fiscale).
* tutela dei minori e dei soggetti diversamente abili: spesso, come visto, le
   disposizioni testamentarie prevedono che i minori abbiano un godimento
   limitato dei beni fino alla maggiore età o che i soggetti diversamente abili
   possano godere dei beni in trust senza esserne pieni proprietari;
* tutela del patrimonio per finalità successorie: di frequente un trust viene
   costituito allo scopo di tutelare un patrimonio nel passaggio generazionale o
   dallo sperpero ad opera di soggetti incapaci di amministrarlo, dediti al
   gioco o affetti da eccessiva prodigalità;
* beneficenza: in molti ordinamenti di common law gli enti di beneficenza
   debbono essere costituiti in forma di trust;
* forme di investimenti e pensionistiche: i piani di investimento pensionistici
   ed i fondi comuni sono derivazione dei trust fund anglosassoni;
* vantaggi di natura fiscale: un trust può dare vantaggi fiscali. Se il
   risparmio di imposta è l’unico motivo che ha spinto ad istituire un trust,
   può essere considerato illegittimo e sanzionato. Come qualsiasi istituto
   giuridico, l’uso elusivo od evasivo è contrario alle norme di legge e
   sanzionato.
* altro: il trust, come detto, è idoneo a realizzare una vasta molteplicità di
   scopi non facilmente enumerabili.

I PROBLEMI FISCALI
Il trust prevede la particolare circostanza che il proprietario di un bene può
spossessarsene, conferendolo in una struttura giuridica da lui distinta,
diversa, ed amministrata da un terzo. Dopo lo spossessamento la tassazione
riguarderà in primo luogo il trust (salvo la tassazione dei beneficiari dei
redditi, ove previsti in atto), similmente a quanto accade a seguito del
conferimento di beni in società di comodo costituite ad hoc.

Il recente orientamento di giurisprudenza tributaria sembrava avere ricondotto
il trust ad un regime fiscale più idoneo all’istituto, superando così l’iniziale
interpretazione e conseguente prassi impositiva così come delineati dalla
Circolare Ag. Entrate n.48/E-’07 (imposta proporzionale); ne era conseguito il
sostanziale assoggettamento a imposta fissa dell’atto costitutivo di trust e gli
atti di conferimento in esso di beni, salvo applicare l’imposta proporzionale
all’effettiva attribuzione dei beni ai beneficiari. Tuttavia le ultime pronunce
della Suprema Corte (fra tutte l’ordinanza n.3886/2015) indicano la via di una
sovrapposizione e duplicazione di imposte proporzionali (al conferimento dei
beni in trust ed all’attribuzione di essi ai beneficiari); un orientamento che,
se consolidato, avrà l’effetto di rendere estremamente oneroso il ricorso al
Trust in Italia, vanificando il disposto della L.364/89 e rendendo di fatto
inapplicabile l’istituto. Un risultato che consoliderebbe una prassi tutta
italiana che vede gli aspetti tributari condizionare drasticamente
l’applicazione degli istituti dell’ordinamento giuridico nostrano.

Nel Regno Unito i trust sono strutture anonime ma soggette a tassazione. I trust
del Liechtenstein, al contrario, non sono tassati. Il suo utilizzo per celare i
beneficiari effettivi di somme di denaro proveniente da reato oltre ad essere
perseguito penalmente è spesso inefficace e nelle giurisdizioni che conoscono il
trust da secoli la casistica giurisprudenziale dimostra che esso non è
utilizzato più di società di capitali, società anonime, Anstalt, Stiftung, od
altre forme di enti fiduciari. Al contrario i più grandi patrimoni (come la
corona inglese) sono in trust a dimostrazione che un istituto giuridico non ha
di per sé una propensione all’illecito.

La giurisprudenza europea dimostra il favore di tribunali al riconoscimento del
trust (legittimo e meritevole) e tra le oltre sessanta sentenze italiane
(favorevoli al riconoscimento del trust) nessuna è di condanna o tratta anche
velatamente di riciclaggio. A fini tributaristici, dal 2006 i trust
costituiscono soggetto passivo IRES. Va precisato che, nell’ipotesi in cui i
beneficiari del trust siano individuati, i redditi conseguiti dal trust sono
imputati in ogni caso ai detti beneficiari in proporzione alla quota di
partecipazione, ovvero, in mancanza, in parti uguali. Si tratta del cosiddetto
regime di “trasparenza”. Se i beneficiari sono persone fisiche il reddito ad
essi attribuito è qualificato come reddito di capitale (Art. 6, T.U.I.R.) e
dunque rientrante nella sfera impositiva I.R.P.E.F.. Un beneficiario si intende
“individuato” quando ha diritto a ricevere dal trustee il reddito di periodo
indipendentemente dall’effettivo esercizio del diritto medesimo. In assenza di
“beneficiari individuati” il reddito del trust è soggetto ad IRES ed è
determinato con regole diverse a seconda che l’attività svolta dal trust sia
commerciale o meno.

OMOLOGIE CON LA LEGGE ITALIANA
La mancanza, nel diritto civile italiano, di un sistema di norme equitative non
è di ostacolo all’utilizzo del trust. L’istituto trova anzi legittimazione
all’ingresso nell’ordinamento giuridico italiano a seguito dell’adesione dell’
Italia alla Convenzione dell’Aja del 1º luglio 1985, resa esecutiva ed in vigore
dal 1º gennaio 1992. Inoltre, con l’introduzione nel codice civile del nuovo
articolo 2645-ter, è stato sancito che, mediante atto pubblico, determinati beni
immobili e mobili registrati possono essere destinati “alla realizzazione di
interessi meritevoli di tutela” per una durata non superiore a novant’anni o per
la durata della vita della persona fisica beneficiaria D.L 30 dicembre 2005, n.
273, conv. in L. 23 febbraio 2006, n. 51. È così possibile costituire un vincolo
di destinazione, che presenta alcune analogie con l’istituto del trust, anche se
non piena identità con questo.

Tuttavia, dopo la riforma del 2015, trust, fondo patrimoniale, vincolo o
donazione subiscono una forte “battuta di arresto” come forme realmente efficaci
di protezione del patrimonio.
Con il d.l 83 del 27.06.2015 (art. 12) che riforma art. 2929 c.c., si introduce
una sorta di “presunzione di frode” per cui il creditore procede all’esecuzione
forzata anche in pendenza di giudizio: il debitore può opporsi all’esecuzione
con inversione (di dubbia costituzionalità) dell’onere della prova e forte
limitazione del diritto di difesa, perché la possibilità di opposizione è
riservata al solo caso di contestazione del pregiudizio, che deve essere nota al
debitore, motivi labili e molto difficili da provare. Il creditore potrà far
valere il pignoramento del bene, senza azione revocatoria, solo se ha trascritto
il pignoramento entro un anno dalla trascrizione dell’atto a titolo gratuito del
debitore.

Sono ormai numerose le sentenze di tribunali italiani di vario grado che
riconoscono gli effetti del trust, con particolare riguardo a quello cosiddetto 
interno, intendendosi per tale il trust che presenta quale unico elemento di
estraneità rispetto all’ordinamento italiano la legge regolatrice, che deve
essere necessariamente straniera (generalmente inglese), stante la mancanza
nell’ordinamento italiano di norme specifiche in materia. Per la prima volta in
Italia l’istituto è stato preso in considerazione sotto il profilo fiscale dalla
legge finanziaria 2007 e da alcune circolari dell’Agenzia delle Entrate, prima
fra tutte la n.48/E del 2007, al solo fine di regolamentarne con chiarezza gli
aspetti fiscali e tributari.

Nel diritto italiano l’istituto del trust può trovare ampia applicazione per le
più varie finalità (gestioni fiduciarie, passaggi generazionali di beni ed
aziende familiari, destinazioni di beni a finalità caritatevoli, protezione
patrimoniale, ecc). I vantaggi sono evidenti soprattutto con riferimento alla
flessibilità dell’istituto rispetto ai tradizionali e noti strumenti del diritto
italiano nonché ai possibili vantaggi economici. Per questa sua caratteristica
il trust bene si presterebbe ad un utilizzo di massa anche in sostituzione di
strumenti giuridici più tradizionali e diffusi. Occorre tuttavia evidenziare
l’attuale scarsa conoscenza del trust fra i giuristi italiani che non agevola il
radicamento dell’istituto e la sua diffusione.

La legge comunitaria 2010 ha delegato il Governo (Capo II art. 11) a introdurre
e a disciplinare nell’ordinamento giuridico italiano l’istituto del trust
(fiducia). Il disegno di legge n 2284 presentato dal Ministro della giustizia
Alfano (non ancora iniziato l’esame) delega il Governo ad apportare modifiche al
codice civile in materia di disciplina della fiducia e del contratto autonomo di
garanzia. La disciplina della fiducia ha lo scopo di colmare un vuoto del nostro
sistema giuridico che – nonostante l’entrata in vigore della convenzione sulla
legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento (adottata a L’Aja il 1º
luglio 1985, ratificata e resa esecutiva dalla l. 16 ott. 1989 n. 364) non
contiene una completa disciplina positiva dell’istituto del trust. La legge
comunitaria e il disegno di legge 2284 traggono ispirazione dal modello francese
dell’istituto della “fiducie”. La Francia infatti, tramite l’ordinanza nº
2009-112 del 2009 ha esteso alle persone fisiche e alle persone giuridiche non
sottoposte all’imposta sulle società, la capacità di costituire una “fiducie”,
consentendo anche agli avvocati di rivestire la qualità di fiduciari. L’Italia,
sulla scia della riforma francese, sta dunque cercando attraverso una propria
normativa sul trust (fiducia) di attuare una modernizzazione e una maggiore
attrattiva giuridica del proprio diritto interno.

È utile sottolineare che, come specificato di seguito nell’apposita sezione, dal
2015 si prospetta particolarmente difficoltosa l’applicabilità dell’istituto in
argomento in Italia per via del regime tributario che si sta delineando per
effetto di certa recente giurisprudenza di legittimità.

BIBLIOGRAFIA
* Emanuele Calò, Dal Probate al Family Trust, Collana diretta da Guido Alpa,
   Milano, Giuffrè, #anno1996.

*

Immunità

L’immunità è l’esenzione da un onere, da un obbligo o da un dovere.

ETIMOLOGIA
Il termine è una parola composta di origine latina, immunitas o inmunitas 
derivata dall’arcaico munus, ufficio, dovere, compito o prestazione, comunemente
usata dai latini per indicare la dispensa da un’attività o da imposte e servizi
pubblici.

TERMINOLOGIA GIURIDICA
L’immunità è una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e
garantita a taluni soggetti giuridici in considerazione della loro posizione e
funzione istituzionale.

«Voi siete protetti nella vostra persona, ma è nel limite delle necessità del
vostro mandato che il privilegio esiste»

(Odilon Barrot, Le Moniteur universel, Assemblée nationale legislatif, resoconto
stenografico del 27 giugno 1849, p. 359)

Essa può attenere alla persona del
titolare della carica (o dell’appartenente all’organo collegiale tutelato)
ovvero alla sede in cui esercita la sua funzione. La definizione di queste
situazioni può dipendere da normative interne o da specifici trattati bilaterali
o internazionali.

Le immunità si distinguono inoltre per i loro effetti. Le garanzie protettive si
sviluppano dalla sottrazione al giudice naturale sino alla non punibilità o al
riconoscimento di irresponsabilità per talune fattispecie criminose, o ad altre
esenzioni civili, in deroga all’ordinamento ordinario. Più comune è il caso di
mera posposizione di alcune conseguenze pratiche delle procedure che riguardano
i soggetti riconosciuti immuni. Gli effetti delle immunità sono in genere
mitigati in presenza di determinate situazioni eccezionali; i reati “d’opinione”
sono l’oggetto principale delle garanzie riconosciute e per questi sono rare le
eccezioni ammissibili.


LA PREROGATIVA REGIA
In alcuni ordinamenti, ad esempio europei, le immunità sono residui di norme
talvolta molto antiche che salvaguardavano in genere i monarchi assoluti; in
caso di passaggio ad altre forme di Stato, non sempre risultavano abrogate.
Queste immunità sono in genere assolute e sempre vigenti, mentre, nei casi in
cui risponde ad interessi dello Stato moderno, l’immunità viene opposta, caso
per caso, da uno o più organi dello Stato.

Ciò avviene, negli Stati presidenziali, con il “privilegio dell’esecutivo”, che
si aggiunge alle immunità parlamentari, previste nella forma di governo
parlamentare.

IMMUNITÀ PREVISTE DAL DIRITTO ITALIANO
IMMUNITÀ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti
nell’esercizio delle proprie funzioni, fatta eccezione per i casi di alto
tradimento e di attentato alla Costituzione, come stabilito dall’articolo 90
della Costituzione, per i quali può esser posto in stato di accusa dal 
Parlamento in seduta comune, e giudicato dalla Corte Costituzionale, integrata
nella sua composizione da 16 cittadini tratti a sorte da un elenco di 45 persone
compilato dal Parlamento tra i cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a
senatore.

Per gli atti non rientranti nel concetto di atti eseguiti nello svolgimento
delle proprie funzioni il Presidente della Repubblica è equiparato a qualsiasi
altro cittadino; tuttavia, ragioni di opportunità costituzionale sconsigliano di
sottoporre il Presidente al giudizio della magistratura ordinaria, considerata
la sua posizione di vertice nel Consiglio superiore della magistratura.

IMMUNITÀ PARLAMENTARE
L’immunità per i parlamentari è stabilita dall’art. 68 della Costituzione, che
attualmente recita:

«I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni
espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza
autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento
può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere
arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in
detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna,
ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto
l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad
intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a
sequestro di corrispondenza»

( Costituzione della Repubblica Italiana )È quindi consentito: sottoporre ad
indagini i parlamentari senza richiedere l’autorizzazione della Camera di
appartenenza, arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile
di condanna e mettere in arresto il parlamentare nel caso in cui sia colto
nell’atto di commettere un reato per cui è previsto l’arresto obbligatorio in
flagranza.

Non è invece consentito all’autorità giudiziaria, senza la preventiva
autorizzazione della Camera: sottoporre a perquisizione personale o domiciliare
il parlamentare, arrestare o privare della libertà personale il membro del
Parlamento ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza, e
procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro
della corrispondenza.

Con la riforma del 1993 si escluse dall’immunità parlamentare il caso in cui un
deputato dovesse essere perseguito in virtù di una sentenza di condanna passata
in giudicato e si eliminò la necessità dell’autorizzazione a procedere per
sottoporlo a procedimento penale.

Altra prerogativa dei parlamentari è l’insindacabilità. Il parlamentare non può
essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati 
nell’esercizio delle funzioni (cosiddetta insindacabilità, art. 68, primo comma,
Cost. come modificato dalla Legge cost. 29 ottobre 1993 n.3). In altre parole
non ha nessuna responsabilità penale, civile, amministrativa o patrimoniale per
tali attività. E rispetto ai suoi elettori, è anche esente da ” vincolo di
mandato” (attualmente vigente soltanto nelle costituzioni di Portogallo, Panama,
Bangladesh e India).

Secondo la legge n. 140 del 2003 – detta anche legge Boato – la Camera di
appartenenza del parlamentare può essere chiamata a pronunciarsi sul fatto che
un determinato comportamento rientri o meno nell’ambito di applicazione della
insindacabilità. Ove il giudice competente dissenta, il parlamentare può
sollevare conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale, la quale
finora nel merito ha dato ragione alla magistratura in un rapporto di otto ad
uno rispetto alle decisioni parlamentari, determinando un aggravio del
contenzioso contro il quale invano sono state avanzate proposte a palazzo della
Consulta.

Ma non meno rigorosa – contro l’abuso delle Camere nell’accordare la
dichiarazione di insindacabilità – è anche la ricca giurisprudenza della Corte
europea dei diritti dell’uomo, dinanzi alla quale viene in rilievo soprattutto
il bilanciamento con il diritto di accesso al giudice.

L’immunità è concessa al parlamentare in virtù della sua carica pubblica.
Qualora egli decada dalla carica, mentre rimane ferma l’insindacabilità relativa
al periodo in cui era nell’esercizio delle funzioni, cessa la cosiddetta
inviolabilità ed il soggetto può tornare a subire i provvedimenti in precedenza
soggetti ad autorizzazione.

L’immunità sostanziale per le opinioni espresse e i voti dati non si esaurisce
con la fine del mandato del parlamentare, a differenza dell’immunità
procedurale, valida solo per il periodo di carica.

IMMUNITÀ RELIGIOSA
IMMUNITÀ DEL PAPA
Ai sensi dell’art. 8 del Trattato del Laterano fra l’Italia e la Santa Sede, la
persona del Sommo Pontefice è considerata in Italia sacra ed inviolabile. Si
tratta di un’immunità assoluta, riconosciuta al Papa in quanto Capo della Chiesa
cattolica.

IMMUNITÀ DEI RELIGIOSI ED INVIOLABILITÀ E DELLE LORO SEDI

Lo stesso argomento in dettaglio: Congregazione dell’immunità ecclesiastica.
Specialmente in epoche passate, ai ministri del culto venivano quasi ovunque
riconosciute particolari garanzie che non sono state ritirate in tutti i paesi e
quindi ancora vigono in alcuni ordinamenti.

IMMUNITÀ DIPLOMATICA

L’immunità diplomatica è l’insieme di trattamenti particolari concessi agli
agenti diplomatici accreditati presso uno Stato per l’intero periodo del loro
soggiorno in quel Paese.

Lo stesso argomento in dettaglio: Immunità diplomatica.

BIBLIOGRAFIA
* Angiolini V., Tre dubbi sul comma primo dell’art. 68 Cost., Milano, Giuffrè,
   1300. 

* Zagrebelsky G., Le immunità parlamentari, Torino, Einaudi, 1979.
* Drago R., L’évolution recente de la notion d’inviolabilité parlementaire, in
   Revue du droit public et science politique, 1949, p. 350.

Questo articolo utilizza materiale dall’articolo Wikipedia Immunità (diritto),
che viene rilasciato sotto il Creative Commons Attribution-Share-Alike License
3.0.
 

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